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RELAZIONE DI FINE ANNO - 2017

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Anche quest’anno è sembrato un mese. Il tempo è trascorso anche per noi del Gruppo Speleologico Sat Lavis che siamo abituati a stare lì, dove il tempo si è fermato. Non possiamo certo vantare un’attività ricca ed eccezionale come l’anno passato, ma, tra impegni personali e weekend occupati, il gruppo si è comunque mosso nella stessa direzione...il basso. Infatti, possiamo contare numerose uscite esplorative, sia in ambiente ipogeo, sia all’esterno, con calate in parete e perlustrazioni nel tentativo ti trovare un nuovo ingresso di qualche grotta ancora tenutaci nascosta da madre natura. Si contano quindi, tra uscite esplorative e turistiche, 52 date dedicate all’attività speleologica.

Quest’anno si potrebbe definire l’anno delle uscite “fuori nazione”. In primavera assieme ad amici di vari gruppi, anche extraregionali, abbiamo visitato alcune grotte nel triestino, sconfinando anche in Slovenia.

Su suggerimento del cassiere si è deciso di dedicare la consueta uscita annuale del gruppo, all’esplorazione. Inseguendo, tra miti, racconti e leggende la speranza di trovare nuove cavità in Bosnia. In quei posti segnati da colline, doline e pascoli, facciamo la conoscenza di pastori e abitanti del posto cosi, a colpi di slivovitz, riusciamo a farci indicare due ingressi nel mezzo di un prato. Il primo, che scendeva per una trentina di metri, fungeva molte volte, come ci venne detto, da riparo per i pastori durante le intemperie; il secondo si apriva su un immenso salone utilizzato, purtroppo, come discarica. Muovendoci tra i rifiuti ed esplorando il possibile, ci accorgiamo durante la fase di uscita, con nostro estremo terrore, che tra i sassi e i rifiuti, sparsi qua e là, eravamo circondati da ordigni esplosivi come: mine anticarro, granate, ecc...Arrivati fuori, con prudenza e tirando un sospiro di sollievo decidiamo di chiamare quella cavità “grotta armata”, con la promessa di non tornarci più.

Grazie al grande amico del gruppo Andrea Gobetti veniamo invitati per un campo esplorativo in Albania. All’invito partecipano quattro dei nostri e, per quasi dieci giorni, abbiamo esplorato un massiccio carsico a circa 150 km a Nord di Tirana. Lì, noi quattro assieme ad Andrea e altri tre simpaticissimi toscani sfidiamo l’ignoto di questa montagna, il Mali Dejes, ospitati in una casa in un piccolissimo paese chiamato Macukull. Qui il padrone di casa ci dà da dormire, mangiare e lavarci ad un prezzo quasi simbolico. Così, tra camminate interminabili, trasporti di grossi zaini, anche con l’aiuto di un mulo, abbiamo trascorso il nostro tempo lì, esplorando e trovando cose molto interessanti, facendoci venire la gola di un ritorno futuro.

Anche quest’anno, come tutti gli anni il gruppo si è dedicato alla consueta festa annuale del GSL. In questo periodo durato tre giorni, dal 14 al 16 luglio a Malga Fai in Paganella, il gruppo ha saputo trovare il tempo sia per il gozzoviglio, sia per l’attività esplorativa. Infatti nella giornata del sabato ci si divide in tre squadre, ognuna con l’obiettivo di svelare i segreti oscuri della Paganella. La domenica, consueto pranzo sociale all’aperto, con una grande tavolata imbandita per 50 persone.

Il gruppo si è impegnato, come tutti gli anni, in collaborazioni esterne come, la colorazione delle acque della grotta freezer ai fini di comprendere lo scorrimento delle acque sotterranee. Attività finanziata dalla commissione Sat e resa possibile da membri di diversi gruppi. Non sono mancate neppure le collaborazioni con le Sat di Lavis, Vezzano, Trento e Mattarello per accompagnamenti ed eventi vari. Per queste sezioni della Sat e per il comune il gruppo, gestendo la sede, ha reso possibili eventi e rinfreschi al suo interno. Eventi, come, le due serate sulla topografia e rilievo da parte del direttore del servizio geologico della provincia, Mauro Zambotto. Il prossimo anno collaboreremo anche con il museo civico di Rovereto, la fondazione Caritro e la Sat con il progetto “CAVO, CAVA...CAVES”, una serie di eventi e uscite in grotta con l'allestimento di una mostra itinerante. Eventi finalizzati a sensibilizzare e conoscere il mondo ipogeo. Possiamo vantare anche una lezione data da un nostro membro sull’ambiente ipogeo all’istituto Martino Martini, con il successivo accompagnamento di questi studenti e, in altre occasioni, anche di gruppi scout. Il gruppo ha anche organizzato una serata che aveva come tema centrale i bacini idrici carsici, presieduta dal segretario del gruppo. Anche la nostra mostra fotografica, su Emilio Frisia, ha avuto modo si essere utilizzata in più occasioni, come l’esposizione nella sede della Sat Centrale a Trento. Con fierezza sottolineiamo l’impegno dato da alcuni del nostro gruppo nel collaborare con il comune nella costruzione di tavole e panche nel comune marchigiano, terremotato, Montemonaco. Un grande onore è stata l’intervista fatta ad alcuni membri del gruppo da parte di Stefano Voltolini, giornalista de “il corriere del trentino” che, incuriosito dal nostro mondo e con gli spunti presi pubblica un articolo, con tanto di foto, diffondendo così la nostra idea di speleologia.

Finalmente quest’anno il gruppo ha visto aumentare il numero dei suoi istruttori di tecnica. Questo grazie all’organizzazione del 12° esame per AI IT della Società Speleologica Italiana da parte del GSL. Questo grande evento, non solo ha portato lustro al gruppo, ma anche grandi soddisfazioni, in quanto su quasi 50 partecipanti provenienti da tutta Italia, ben dieci persone sono membri del nostro gruppo. Questo ci permetterà, dopo la fine di un primo corso, la fondazione della prima scuola regionale SSI. Infine, ma non per importanza, il gruppo può contare molti membri appartenenti al Soccorso Speleologico. Due dei quali sono stati premiati durante l'evento per il 40° anniversario del soccorso per il loro contributo. Il nostro cassiere ricopre il ruolo di capostazione. Ricordiamo che un membro del nostro gruppo è presidente della commissione speleologica della Sat Centrale.

 

Concludendo, fieri del nostro operato, smaniosi di nuovi oscuri orizzonti, umilmente torniamo nei nostri fangosi cunicoli e, con il fango alla gola, proseguiamo a testa alta.

Gruppo Speleologico di Lavis

Con più di quarant'anni di attività alle spalle, il gruppo speleologico di Lavis continua a guardare avanti. Su questa piattaforma qualche assaggio delle uscite e appuntamenti organizzati.