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Ramo del Pinguino

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Collalto è la terza grotta più lunga del Trentino e ci siamo molto affezionati perché essendo vicina a casa la si può visitare quasi tutto l’inverno. Negli anni passati ci sono stato parecchie volte, sempre in inverno perché con l’arrivo della primavera e lo sciogliersi delle nevi i suoi sifoni diventano impraticabili. Nell’inverno 2017 decidiamo con il gruppo speleo di Lavis di armarla, cioè rimettere le corde sui pozzi per poter accedere alle sue belle gallerie e soprattutto potere rivisitare per l’ ennesima volta i suoi enormi saloni finali. Era una domenica di gennaio e con l’amico Manuel decidiamo di fare un bel giro lungo le poco frequentate gallerie alte chiamate dai primi esploratori Fantobus. Dopo circa duecento metri di pozzi ed un percorso sub orizzontale siamo risaliti fino a quota ingresso da un’altra galleria, abbiamo visitato luoghi il cui buio antico non vedeva lumi da parecchio tempo. Scendendo poi fino al primo salone ci fermiamo a riposare nella dolce quiete sabbiosa e, complice le nuove potenti illuminazioni a led scorgiamo sul soffitto un grande camino stimato inizialmente circa 40 metri,<ecco!> ci diciamo <qui bisogna fare una bella risalita>. Ed è cosi che quest’anno (inverno 2018) il gruppo si mobilita per l’ardua impresa. Sul rilievo ufficiale steso dal gruppo speleo di Arco il salone in quel punto dovrebbe chiudere ed invece iniziamo a risalire. Il protagonista di questa storia è sicuramente il trapano di Manuel, leggero e con batterie al litio di durata illimitata. Inizia la risalita, Manuel e con l’aiuto di un camino parallelo raggiunge i quindici metri di quota, poi ci alterniamo io e Tito. Ci vogliono ben tre uscite e l’aiuto di Michele e Giovanni per raggiungere i trentacinque metri del camino. Il colpo gobbo lo mette a segno Manuel che in compagnia di Alessandro e Verena, completa la risalita e percorre da solo la galleria che parte. Riferirà al ritorno essere lunga un centinaio di metri. L’entusiasmo è alle stelle, era da molto che non si trovavano gallerie nuove. La settimana dopo ci organizziamo per andare a vederla ed eseguire un veloce rilievo. Entriamo in 13 divisi in gruppetti. Il primo gruppo è formato da me, Manuel, Anahi e Alessandra, arriviamo velocemente ai saloni e iniziamo la risalita sulla corda per raggiungere la condotta. Siamo io e Manuel con obbiettivo di topografare ed esplorare il nuovo ramo. La galleria si rivela essere lunga ben duecento metri, e punta verso l’esterno. Il nuovo ramo lo dedichiamo al Pinguino perché per la prima metà è stretto, fangoso e la progressione assomiglia più ai movimenti di un pinguino sulla neve che a uno speleologo su roccia. Arriviamo alla fine del ramo e un largo e basso sifone ci sbarra la strada, facciamo foto e filmati di rito ed iniziamo il lento e lungo lavoro di rilievo. Si tratta di topografare una condotta lunga duecento metri in mezzo a fango e strettoie. Siamo quasi alla fine che incontriamo Giovanni (John President), che con appiccicata in testa una telecamera vaga solitario per la bella galleria in cerca di improbabili ispirazioni canore. Parliamo un po’ della nuova scoperta e poi ci avviamo verso il primo salone dove incontriamo il resto del gruppo. Siamo in tanti! Ben tredici persone dello stesso gruppo a Collalto… credo non sia mai successo prima. E’ un’insolita situazione… abbracciati, infangati, stanchi… distesi su una spiaggia di soffice sabbia a più di duecento metri di profondità a sognare nuovi ingressi.

 

Gianni Donini

 

 

 

Gruppo Speleologico di Lavis

Con più di quarant'anni di attività alle spalle, il gruppo speleologico di Lavis continua a guardare avanti. Su questa piattaforma qualche assaggio delle uscite e appuntamenti organizzati.