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Bus de l'orca

INTRO:

Il Bus de l'Orca si apre sul fianco orientale del lago di Andalo; la caverna di ingresso è conosciuta da secoli dai paesani, ma fino agli anni '70 non si ha notizia di esplorazioni oltre la strettoia che ne chiudeva la prosecuzione. Nell'autunno del 1976, in seguito a forti precipitazioni, l'acqua si riversò copiosa dalla strettoia, inducendo i paesani ad allargarla, permettendo così agli speleologi di Lavis di poterla esplorare. Così si scoprirono 270 metri di meandro che si fermava in basso su dei pozzi allagati. Durante la siccità del 1989 gli speleologi di Lavis riuscirono a toccare il fondo di -112 metri dall'ingresso, 91 metri sotto il fondo del lago.

 

DESCRIZIONE:

La cavità si apre 20 metri sopra alla S.S. 421 per Cavedago, di fronte all'incrocio per il campo sportivo e il palazzetto del ghiaccio di Andalo. L'ingresso è un'apertura di forma ellittica di 2 x 2 metri, che si apre alla base di una paretina; il primo tratto è costituito da una cavernetta orizzontale lunga 15 metri, al termine della quale ci si inserisce in una strettoia verticale dalla quale esce solitamente un rigagnoletto. Di qui ci immettiamo in un meandro suborizzontale largo da 0,6 a 1,2 metri e alto 1,4 metri con dei laghetti in prossimità di dighe formate dalle concrezioni. A 45 metri dall'ingresso si perviene ad un sifone, il cui tratto interessato è 2 metri. A 10 metri dal questo si incontra il secondo sifone, oltre il quale il meandro sale di un paio di metri e incontra una stretta e bassa diramazione proveniente da Nord che prosegue orizzontale per 25 metri in direzione SE fino ad un breve camino. Qui il meandro subisce un brusco cambiamento di direzione dirigendosi verso Sud: il primo tratto (34m) è in leggera discesa, quindi suborizzontale (79m) ed infine in leggera salita. Dal punto 6 in avanti la sezione del meandro è ricoperta da un velo di argilla, e si rinvengono depositi discontinui di limo molto adesivo. A metà del tratto orizzontale si incontra un camino di 9 metri (Camino Nafta) dal quale esce un esiguo ruscello (dopo vari studi si è scoperto che da qui si riversano nella grotta, gli scarichi delle acque nere di un albergo rendendo inquinata la grotta, sottoposta a una forte carica batterica). Questa acqua allaga per una decina di metri il meandro per poi infilarsi in un inghiottitoio (punto 8). A 236 metri dall'ingresso uno stretto pertugio sul fianco sinistro conduce ad un pozzo profondo 12 metri. Il meandro soprastante invece prosegue per altri 27 metri dove un deposito di limo ostruisce la prosecuzione. Alla base del P.12 parte un meandro interrotto da brevi salti; questo dopo 25 metri ci porta alla partenza di un pozzo a sezione ellittica di 2,5 x 4 metri (Pozzo Dalmine) profondo 33 metri e caratterizzato da stillicidio. Alla base di questo uno scalino in roccia e grossi blocchi di frana ci permettono di scendere altri 3,5 metri ad una minuscola saletta dalla quale si aprono due brevi e stretti meandri. Sul lato NW il primo meandro conduce ad uno stretto pozzo inclinato e profondo 36 metri, alla base del quale con un salto di 3 metri immette nel Meandro del Fango. Sul lato Sud della saletta il secondo meandro sprofonda, dopo soli 3 metri in un pozzo inclinato profondo 44 metri, alla base del quale una strettoia di 6 metri conduce anch'essa al Meandro del Fango (punto 17). Il Meandro del Fango largo ed alto 1,5 metri e lungo ben 62, si dirige verso l'alveo del lago di Andalo (285°N), abbassandosi progressivamente fino a diventare impraticabile. Nella parte centrale terminale si osservano due laghetti, ciascuno dei quali occupa il meandro per una lunghezza di 10 metri. I due specchi d'acqua hanno una profondità superiore ai 4 metri, ed è probabile che, almeno uno di loro, nasconda la prosecuzione in profondità della grotta.    

Gruppo Speleologico di Lavis

Con più di quarant'anni di attività alle spalle, il gruppo speleologico di Lavis continua a guardare avanti. Su questa piattaforma qualche assaggio delle uscite e appuntamenti organizzati.