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Grotta Cesare Battisti

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INTRO:

 

 

 

 Scoperta casualmente nel 1929 Mario Scartezzini. Esplorata e topografata poi da soci della Sosat. Nel 1931-1932 il Gruppo Grotte di Trento portava così l'esplorazione dal Duomo, alla Cripta e giù per la vai dei Pozzi, facendola diventare allora la più estesa del Trentino. Nel 1947 venne topografata e rilevata dal Comitato Scientifico della Sat portandola a 992 metri di sviluppo e 110 di profondità; così fino ai primi anni '50 restò la più importante cavità della regione. Dopo successive campagne esplorative, nel 1982 il Gruppo di Lavis, dopo varie puntate di ricerca, scoprì nuove prosecuzioni collegando la grotta a 4 uscite in parete. Grazie a tutto ciò divenne possibile effettuare una bella traversata tra ingresso alto e basso, con una particolare uscita in parete. L'ultimo rilievo attesta che la grotta ha 2100 metri di sviluppo e 165 di profondità. Dopo gli anni '90, con la scoperta della Grotta del Capo, si sviluppo il sistema fino a 2342 metri di sviluppo e 204 di dislivello. 

 

 DESCRIZIONE:

La Grotta, con i vari ingressi, è disposta sulla Parete della Val Trementina (Parete Nera). L'ingresso principale è disposto in alto, raggiungibile attrezzando un corrimano su di un'esposta cengia (ancoraggi in loco); il meandro iniziale, è lungo circa 80 metri e si intervallano tratti in cui si sta in piedi o ci si accuccia, per due passaggi invece tocca strisciare. Qui sulla sinistra notiamo un armo di partenza che scende; per questa via scendiamo nella parte inferiore della grotta. Continuando nella condotta principale, si giunge ad un bivio: sulla sinistra di raggiunge il Duomo (sala di crollo, di medie dimensioni), dove sul lato opposto dell'imbocco alla sala si scende alla Cripta, con una bella colata calcifica e un laghetto; sulla sinistra invece si nota l'imbocco della condotta delle Campanelle, un meandro di 200 metri. Se al bivio continuiamo dritti, proseguiamo per la via principale fino ad un secondo bivio. A destra si va per il Bus de le Grole, uno dei 4 ingressi in parete, mentre percorrendo dritti la Via delle Trappole si giunge al 1° pozzo. Procedendo arriviamo al 2° pozzo che presenta una corda che si sposta lateralmente circa a metà, continuando non si può sbagliare fino al 3° pozzo. Questo è detto anche pozzo Cascata; lo si può raggiungere anche procedendo sul fondo del 2°pozzo, ma la via è sicuramente più scomoda. Procedendo da una strettoia si continua tra corrimani, saltini e traversi sino ad un salto da 11 metri che poi ci fa arrivare al pozzo maggiore della cavità: il pozzo Carmen (30 metri). Sul fondo, nella parte inferiore una corda di risalita porta al meandro di uscita che si presenta piuttosto sporco e con un bivio; a sinistra porta a un'uscita esposta e scomoda, mentre la via di sinistra porta all'uscita con la suggestiva traversata in parete con cordino di acciaio che riporta al sentiero. Oltre il pozzo Carmen si becca una buca delle lettere che con fatica porta alla Grotta del Capo dalla quale si raggiunge la quarta uscita in parete del complesso. 

Gruppo Speleologico di Lavis

Con più di quarant'anni di attività alle spalle, il gruppo speleologico di Lavis continua a guardare avanti. Su questa piattaforma qualche assaggio delle uscite e appuntamenti organizzati.