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La grotta Bus de la Spia è conosciuta da diversi secoli per questa sua peculiarità quasi unica. Numerosi speleologi nel tempo hanno studiato e documentato questo raro fenomeno causato dalla presenza di un sifone auto innescante, detto sifone pensile, che riempie e successivamente svuota l’acqua all’interno del tratto terminale della zona vadosa (la parte della grotta non allagata). La ciclicità di tale fenomeno è ritmica e si attesta sulle 10-12 ore nel periodo invernale per scendere fino a 2-3 ore nei periodi di fusione (in estate); tra un picco e l’altro il livello dell’acqua varia di circa 12 metri andando a riempire circa 50 metri di condotta semi orizzontale. Il Bus de la Spia è connesso idrologicamente con la Sorgente Acquasanta nei pressi dell’abitato di Maurina. La sorgente è caratterizzata, infatti, da fluttuazioni cicliche di portata del tutto analoghe alle variazioni di livello registrate in grotta. In questi secondi di video timelapse è documentata solo una piccola parte del fenomeno, il tempo impiegato, realmente è circa 30-40 minuti per la salita ed altrettanti per la discesa. In occasione di eccezzionali alluvioni, come accadde nel 1966, l'acqua uscì dall'ingresso principale della grotta, coprendo circa un dislivello di 60 metri per più di 250 metri di sviluppo semi orizzontale.

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Collalto è la terza grotta più lunga del Trentino e ci siamo molto affezionati perché essendo vicina a casa la si può visitare quasi tutto l’inverno. Negli anni passati ci sono stato parecchie volte, sempre in inverno perché con l’arrivo della primavera e lo sciogliersi delle nevi i suoi sifoni diventano impraticabili. Nell’inverno 2017 decidiamo con il gruppo speleo di Lavis di armarla, cioè rimettere le corde sui pozzi per poter accedere alle sue belle gallerie e soprattutto potere rivisitare per l’ ennesima volta i suoi enormi saloni finali. Era una domenica di gennaio e con l’amico Manuel decidiamo di fare un bel giro lungo le poco frequentate gallerie alte chiamate dai primi esploratori Fantobus. Dopo circa duecento metri di pozzi ed un percorso sub orizzontale siamo risaliti fino a quota ingresso da un’altra galleria, abbiamo visitato luoghi il cui buio antico non vedeva lumi da parecchio tempo. Scendendo poi fino al primo salone ci fermiamo a riposare nella dolce quiete sabbiosa e, complice le nuove potenti illuminazioni a led scorgiamo sul soffitto un grande camino stimato inizialmente circa 40 metri,<ecco!> ci diciamo <qui bisogna fare una bella risalita>. Ed è cosi che quest’anno (inverno 2018) il gruppo si mobilita per l’ardua impresa. Sul rilievo ufficiale steso dal gruppo speleo di Arco il salone in quel punto dovrebbe chiudere ed invece iniziamo a risalire. Il protagonista di questa storia è sicuramente il trapano di Manuel, leggero e con batterie al litio di durata illimitata. Inizia la risalita, Manuel e con l’aiuto di un camino parallelo raggiunge i quindici metri di quota, poi ci alterniamo io e Tito. Ci vogliono ben tre uscite e l’aiuto di Michele e Giovanni per raggiungere i trentacinque metri del camino. Il colpo gobbo lo mette a segno Manuel che in compagnia di Alessandro e Verena, completa la risalita e percorre da solo la galleria che parte. Riferirà al ritorno essere lunga un centinaio di metri. L’entusiasmo è alle stelle, era da molto che non si trovavano gallerie nuove. La settimana dopo ci organizziamo per andare a vederla ed eseguire un veloce rilievo. Entriamo in 13 divisi in gruppetti. Il primo gruppo è formato da me, Manuel, Anahi e Alessandra, arriviamo velocemente ai saloni e iniziamo la risalita sulla corda per raggiungere la condotta. Siamo io e Manuel con obbiettivo di topografare ed esplorare il nuovo ramo. La galleria si rivela essere lunga ben duecento metri, e punta verso l’esterno. Il nuovo ramo lo dedichiamo al Pinguino perché per la prima metà è stretto, fangoso e la progressione assomiglia più ai movimenti di un pinguino sulla neve che a uno speleologo su roccia. Arriviamo alla fine del ramo e un largo e basso sifone ci sbarra la strada, facciamo foto e filmati di rito ed iniziamo il lento e lungo lavoro di rilievo. Si tratta di topografare una condotta lunga duecento metri in mezzo a fango e strettoie. Siamo quasi alla fine che incontriamo Giovanni (John President), che con appiccicata in testa una telecamera vaga solitario per la bella galleria in cerca di improbabili ispirazioni canore. Parliamo un po’ della nuova scoperta e poi ci avviamo verso il primo salone dove incontriamo il resto del gruppo. Siamo in tanti! Ben tredici persone dello stesso gruppo a Collalto… credo non sia mai successo prima. E’ un’insolita situazione… abbracciati, infangati, stanchi… distesi su una spiaggia di soffice sabbia a più di duecento metri di profondità a sognare nuovi ingressi.

 

Gianni Donini

 

 

 

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Il gruppo speleologico di Lavis con la fondazione della prima scuola speleologica trentina invita gli interessati dell’ignoto a partecipare al corso di speleologia della SSI per apprendere le conoscenze e le tecniche di questa, spesso poco nota, attività. Attività che ci immerge in luoghi misteriosi e, delle volte ancora da scoprire.

Di seguito trovi tutte le date e dettagli del corso.

Per maggiori informazioni non esitare a contattarci! +39 3481741013 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Lezioni teoriche

1 Marzo: Presentazione corso – Tecniche e Materiali 

La presentazione del corso sarà a cura del direttore (Gianni Donini) dopodiché seguirà una parte più tecnica iguardante: materiali (materiali di progressione, armo) come e quando usarli e le relative tenute, tecniche di movimentazione in ambiente ipogeo, nodi, accenni di tecniche esplorative

8 Marzo: Incidenti e soccorso 

Lezione su come prevenire gli incidenti e come comportarsi in caso essi accadano. Gestione degli interventi di soccorso e tecniche sanitarie.

15 Marzo: Rilievo Topografico 

Lezione di rilievo topografico in cui vengono esposte le tecniche principali per rilevare una grotta, dai metodi classici (corda metrice, clinometro, bussola) fino ai metodi moderni (disto)

5 Aprile: Fotografia ipogea 

Lezione di fotografia dove vengono illustrate le principali tecniche fotografiche negli ambienti scarsamente illuminati, descritto il materiale, mostrate alcune foto d’esempio e qualche accorgimento per fotografare anche con le fotocamere compatte

12 Aprile: Meteorologia Ipogea – Accenni di Biospeleologia 

29 Aprile: Geologia Carsismo e Speleogenesi (Andrea Borsato)

 

Lezioni pratiche

4 Marzo: Palestra Zambana/Tavernaro

10 Marzo: Grotta orizzontale Calgeron

18 Marzo: Grotta verticale Spiz Tonezza

8 Aprile: Palestra Valgadena

14 Aprile: Uscita di rilievo Bus del Diaol

22 Aprile: Grotta verticale Abisso Est

Data da concordare: Cena fine corso e consegna diplomi

 

Dettagli e costi: Il costo del corso è di 130€ comprensivi di: assicurazione SSI, manuali, iscrizione al GSL, noleggio materiale, trasporti, varie ed eventuali.

 

 

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Se è vero che i grandi esploratori devono anche essere dei grandi sognatori, bèh, questa domenica il gruppo ha dato voce e continuità ai propri sogni. Lo scavo della “CENTO LIRE” prosegue ormai da molti anni, ma raramente con una partecipazione così. Infatti in questa giornata dedicata allo sporcarsi hanno partecipato 15 membri del sodalizio. Principale motivo di questa monumentale affluenza è stato, ahimè, probabilmente l’organizzazione di un abbondante banchetto con pasta al pesto, luccaniche, pane, ecc. Le prime macchine si sono mosse da Lavis in direzione Fai della Paganella verso le nove di mattina, macchine cariche di ogni utensile e beni utili ai fini di cucinare e scavare. Anche gli speleo nelle auto erano pieni, ma solo di una abbondante colazione del Pastina. Durante tutto l’arco del “mini campo”, quindi dalle 9.30 alle 18.00, esclusa una piccola pausa pranzo, tre squadre si sono turnate nel “GRANDE ABISSO” che ora misura circa 20 metri di profondità. I secchi si alzavano pieni e scendevano vuoti, passando da mano in mano con l’aiuto di corde e carrucole, la fatica e lo sforzo venivano messi in secondo piano davanti alla smania di esplorazione. Anche la smania di esplorazione veniva messa, in rari e brevissimi istanti, in secondo piano. Poiché nei secchi che scendevano, di tanto in tanto, compariva una bottiglia di vino che qualche buon cristo aveva messo lì per allietare i propri compagni di scavo. Per facilitare l’uscita dei secchi sul pozzo all’esterno, è stata costruita una struttura a capanna con l’aiuto di due pali e un albero legati assieme sulla cima, in modo da riprodurre in qualche modo un palo pescante. Qui Boris ha dato prova della sua inventiva costruendo un paranco con oggetti di recupero, in modo da semplificare ulteriormente il sollevamento dei secchi. Dal fondo della grotta lo scenario è quello di un pozzo molto lavorato dall’acqua che tende decisamente ad allargarsi. In questo momento il tappo di terra misura più o mento due metri di lunghezza e uno di larghezza.

Questa domenica in gennaio se ne sta lentamente per finire, ma la voglia di continuare a scendere nella “CENTO LIRE” non finirà, quindi salutiamola con l’augurio di rivedersi presto, per scoprire, centimetro dopo centimetro, questa nuova e vecchissima grotta.

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Anche quest’anno è sembrato un mese. Il tempo è trascorso anche per noi del Gruppo Speleologico Sat Lavis che siamo abituati a stare lì, dove il tempo si è fermato. Non possiamo certo vantare un’attività ricca ed eccezionale come l’anno passato, ma, tra impegni personali e weekend occupati, il gruppo si è comunque mosso nella stessa direzione...il basso. Infatti, possiamo contare numerose uscite esplorative, sia in ambiente ipogeo, sia all’esterno, con calate in parete e perlustrazioni nel tentativo ti trovare un nuovo ingresso di qualche grotta ancora tenutaci nascosta da madre natura. Si contano quindi, tra uscite esplorative e turistiche, 52 date dedicate all’attività speleologica.

Quest’anno si potrebbe definire l’anno delle uscite “fuori nazione”. In primavera assieme ad amici di vari gruppi, anche extraregionali, abbiamo visitato alcune grotte nel triestino, sconfinando anche in Slovenia.

Su suggerimento del cassiere si è deciso di dedicare la consueta uscita annuale del gruppo, all’esplorazione. Inseguendo, tra miti, racconti e leggende la speranza di trovare nuove cavità in Bosnia. In quei posti segnati da colline, doline e pascoli, facciamo la conoscenza di pastori e abitanti del posto cosi, a colpi di slivovitz, riusciamo a farci indicare due ingressi nel mezzo di un prato. Il primo, che scendeva per una trentina di metri, fungeva molte volte, come ci venne detto, da riparo per i pastori durante le intemperie; il secondo si apriva su un immenso salone utilizzato, purtroppo, come discarica. Muovendoci tra i rifiuti ed esplorando il possibile, ci accorgiamo durante la fase di uscita, con nostro estremo terrore, che tra i sassi e i rifiuti, sparsi qua e là, eravamo circondati da ordigni esplosivi come: mine anticarro, granate, ecc...Arrivati fuori, con prudenza e tirando un sospiro di sollievo decidiamo di chiamare quella cavità “grotta armata”, con la promessa di non tornarci più.

Grazie al grande amico del gruppo Andrea Gobetti veniamo invitati per un campo esplorativo in Albania. All’invito partecipano quattro dei nostri e, per quasi dieci giorni, abbiamo esplorato un massiccio carsico a circa 150 km a Nord di Tirana. Lì, noi quattro assieme ad Andrea e altri tre simpaticissimi toscani sfidiamo l’ignoto di questa montagna, il Mali Dejes, ospitati in una casa in un piccolissimo paese chiamato Macukull. Qui il padrone di casa ci dà da dormire, mangiare e lavarci ad un prezzo quasi simbolico. Così, tra camminate interminabili, trasporti di grossi zaini, anche con l’aiuto di un mulo, abbiamo trascorso il nostro tempo lì, esplorando e trovando cose molto interessanti, facendoci venire la gola di un ritorno futuro.

Anche quest’anno, come tutti gli anni il gruppo si è dedicato alla consueta festa annuale del GSL. In questo periodo durato tre giorni, dal 14 al 16 luglio a Malga Fai in Paganella, il gruppo ha saputo trovare il tempo sia per il gozzoviglio, sia per l’attività esplorativa. Infatti nella giornata del sabato ci si divide in tre squadre, ognuna con l’obiettivo di svelare i segreti oscuri della Paganella. La domenica, consueto pranzo sociale all’aperto, con una grande tavolata imbandita per 50 persone.

Il gruppo si è impegnato, come tutti gli anni, in collaborazioni esterne come, la colorazione delle acque della grotta freezer ai fini di comprendere lo scorrimento delle acque sotterranee. Attività finanziata dalla commissione Sat e resa possibile da membri di diversi gruppi. Non sono mancate neppure le collaborazioni con le Sat di Lavis, Vezzano, Trento e Mattarello per accompagnamenti ed eventi vari. Per queste sezioni della Sat e per il comune il gruppo, gestendo la sede, ha reso possibili eventi e rinfreschi al suo interno. Eventi, come, le due serate sulla topografia e rilievo da parte del direttore del servizio geologico della provincia, Mauro Zambotto. Il prossimo anno collaboreremo anche con il museo civico di Rovereto, la fondazione Caritro e la Sat con il progetto “CAVO, CAVA...CAVES”, una serie di eventi e uscite in grotta con l'allestimento di una mostra itinerante. Eventi finalizzati a sensibilizzare e conoscere il mondo ipogeo. Possiamo vantare anche una lezione data da un nostro membro sull’ambiente ipogeo all’istituto Martino Martini, con il successivo accompagnamento di questi studenti e, in altre occasioni, anche di gruppi scout. Il gruppo ha anche organizzato una serata che aveva come tema centrale i bacini idrici carsici, presieduta dal segretario del gruppo. Anche la nostra mostra fotografica, su Emilio Frisia, ha avuto modo si essere utilizzata in più occasioni, come l’esposizione nella sede della Sat Centrale a Trento. Con fierezza sottolineiamo l’impegno dato da alcuni del nostro gruppo nel collaborare con il comune nella costruzione di tavole e panche nel comune marchigiano, terremotato, Montemonaco. Un grande onore è stata l’intervista fatta ad alcuni membri del gruppo da parte di Stefano Voltolini, giornalista de “il corriere del trentino” che, incuriosito dal nostro mondo e con gli spunti presi pubblica un articolo, con tanto di foto, diffondendo così la nostra idea di speleologia.

Finalmente quest’anno il gruppo ha visto aumentare il numero dei suoi istruttori di tecnica. Questo grazie all’organizzazione del 12° esame per AI IT della Società Speleologica Italiana da parte del GSL. Questo grande evento, non solo ha portato lustro al gruppo, ma anche grandi soddisfazioni, in quanto su quasi 50 partecipanti provenienti da tutta Italia, ben dieci persone sono membri del nostro gruppo. Questo ci permetterà, dopo la fine di un primo corso, la fondazione della prima scuola regionale SSI. Infine, ma non per importanza, il gruppo può contare molti membri appartenenti al Soccorso Speleologico. Due dei quali sono stati premiati durante l'evento per il 40° anniversario del soccorso per il loro contributo. Il nostro cassiere ricopre il ruolo di capostazione. Ricordiamo che un membro del nostro gruppo è presidente della commissione speleologica della Sat Centrale.

 

Concludendo, fieri del nostro operato, smaniosi di nuovi oscuri orizzonti, umilmente torniamo nei nostri fangosi cunicoli e, con il fango alla gola, proseguiamo a testa alta.

Gruppo Speleologico di Lavis

Con più di quarant'anni di attività alle spalle, il gruppo speleologico di Lavis continua a guardare avanti. Su questa piattaforma qualche assaggio delle uscite e appuntamenti organizzati.