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La grotta Bus de la Spia è conosciuta da diversi secoli per questa sua peculiarità quasi unica. Numerosi speleologi nel tempo hanno studiato e documentato questo raro fenomeno causato dalla presenza di un sifone auto innescante, detto sifone pensile, che riempie e successivamente svuota l’acqua all’interno del tratto terminale della zona vadosa (la parte della grotta non allagata). La ciclicità di tale fenomeno è ritmica e si attesta sulle 10-12 ore nel periodo invernale per scendere fino a 2-3 ore nei periodi di fusione (in estate); tra un picco e l’altro il livello dell’acqua varia di circa 12 metri andando a riempire circa 50 metri di condotta semi orizzontale. Il Bus de la Spia è connesso idrologicamente con la Sorgente Acquasanta nei pressi dell’abitato di Maurina. La sorgente è caratterizzata, infatti, da fluttuazioni cicliche di portata del tutto analoghe alle variazioni di livello registrate in grotta. In questi secondi di video timelapse è documentata solo una piccola parte del fenomeno, il tempo impiegato, realmente è circa 30-40 minuti per la salita ed altrettanti per la discesa. In occasione di eccezzionali alluvioni, come accadde nel 1966, l'acqua uscì dall'ingresso principale della grotta, coprendo circa un dislivello di 60 metri per più di 250 metri di sviluppo semi orizzontale.

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Collalto è la terza grotta più lunga del Trentino e ci siamo molto affezionati perché essendo vicina a casa la si può visitare quasi tutto l’inverno. Negli anni passati ci sono stato parecchie volte, sempre in inverno perché con l’arrivo della primavera e lo sciogliersi delle nevi i suoi sifoni diventano impraticabili. Nell’inverno 2017 decidiamo con il gruppo speleo di Lavis di armarla, cioè rimettere le corde sui pozzi per poter accedere alle sue belle gallerie e soprattutto potere rivisitare per l’ ennesima volta i suoi enormi saloni finali. Era una domenica di gennaio e con l’amico Manuel decidiamo di fare un bel giro lungo le poco frequentate gallerie alte chiamate dai primi esploratori Fantobus. Dopo circa duecento metri di pozzi ed un percorso sub orizzontale siamo risaliti fino a quota ingresso da un’altra galleria, abbiamo visitato luoghi il cui buio antico non vedeva lumi da parecchio tempo. Scendendo poi fino al primo salone ci fermiamo a riposare nella dolce quiete sabbiosa e, complice le nuove potenti illuminazioni a led scorgiamo sul soffitto un grande camino stimato inizialmente circa 40 metri,<ecco!> ci diciamo <qui bisogna fare una bella risalita>. Ed è cosi che quest’anno (inverno 2018) il gruppo si mobilita per l’ardua impresa. Sul rilievo ufficiale steso dal gruppo speleo di Arco il salone in quel punto dovrebbe chiudere ed invece iniziamo a risalire. Il protagonista di questa storia è sicuramente il trapano di Manuel, leggero e con batterie al litio di durata illimitata. Inizia la risalita, Manuel e con l’aiuto di un camino parallelo raggiunge i quindici metri di quota, poi ci alterniamo io e Tito. Ci vogliono ben tre uscite e l’aiuto di Michele e Giovanni per raggiungere i trentacinque metri del camino. Il colpo gobbo lo mette a segno Manuel che in compagnia di Alessandro e Verena, completa la risalita e percorre da solo la galleria che parte. Riferirà al ritorno essere lunga un centinaio di metri. L’entusiasmo è alle stelle, era da molto che non si trovavano gallerie nuove. La settimana dopo ci organizziamo per andare a vederla ed eseguire un veloce rilievo. Entriamo in 13 divisi in gruppetti. Il primo gruppo è formato da me, Manuel, Anahi e Alessandra, arriviamo velocemente ai saloni e iniziamo la risalita sulla corda per raggiungere la condotta. Siamo io e Manuel con obbiettivo di topografare ed esplorare il nuovo ramo. La galleria si rivela essere lunga ben duecento metri, e punta verso l’esterno. Il nuovo ramo lo dedichiamo al Pinguino perché per la prima metà è stretto, fangoso e la progressione assomiglia più ai movimenti di un pinguino sulla neve che a uno speleologo su roccia. Arriviamo alla fine del ramo e un largo e basso sifone ci sbarra la strada, facciamo foto e filmati di rito ed iniziamo il lento e lungo lavoro di rilievo. Si tratta di topografare una condotta lunga duecento metri in mezzo a fango e strettoie. Siamo quasi alla fine che incontriamo Giovanni (John President), che con appiccicata in testa una telecamera vaga solitario per la bella galleria in cerca di improbabili ispirazioni canore. Parliamo un po’ della nuova scoperta e poi ci avviamo verso il primo salone dove incontriamo il resto del gruppo. Siamo in tanti! Ben tredici persone dello stesso gruppo a Collalto… credo non sia mai successo prima. E’ un’insolita situazione… abbracciati, infangati, stanchi… distesi su una spiaggia di soffice sabbia a più di duecento metri di profondità a sognare nuovi ingressi.

 

Gianni Donini

 

 

 

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Il gruppo speleologico di Lavis con la fondazione della prima scuola speleologica trentina invita gli interessati dell’ignoto a partecipare al corso di speleologia della SSI per apprendere le conoscenze e le tecniche di questa, spesso poco nota, attività. Attività che ci immerge in luoghi misteriosi e, delle volte ancora da scoprire.

Di seguito trovi tutte le date e dettagli del corso.

Per maggiori informazioni non esitare a contattarci! +39 3481741013 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Lezioni teoriche

1 Marzo: Presentazione corso – Tecniche e Materiali 

La presentazione del corso sarà a cura del direttore (Gianni Donini) dopodiché seguirà una parte più tecnica iguardante: materiali (materiali di progressione, armo) come e quando usarli e le relative tenute, tecniche di movimentazione in ambiente ipogeo, nodi, accenni di tecniche esplorative

8 Marzo: Incidenti e soccorso 

Lezione su come prevenire gli incidenti e come comportarsi in caso essi accadano. Gestione degli interventi di soccorso e tecniche sanitarie.

15 Marzo: Rilievo Topografico 

Lezione di rilievo topografico in cui vengono esposte le tecniche principali per rilevare una grotta, dai metodi classici (corda metrice, clinometro, bussola) fino ai metodi moderni (disto)

5 Aprile: Fotografia ipogea 

Lezione di fotografia dove vengono illustrate le principali tecniche fotografiche negli ambienti scarsamente illuminati, descritto il materiale, mostrate alcune foto d’esempio e qualche accorgimento per fotografare anche con le fotocamere compatte

12 Aprile: Meteorologia Ipogea – Accenni di Biospeleologia 

29 Aprile: Geologia Carsismo e Speleogenesi (Andrea Borsato)

 

Lezioni pratiche

4 Marzo: Palestra Zambana/Tavernaro

10 Marzo: Grotta orizzontale Calgeron

18 Marzo: Grotta verticale Spiz Tonezza

8 Aprile: Palestra Valgadena

14 Aprile: Uscita di rilievo Bus del Diaol

22 Aprile: Grotta verticale Abisso Est

Data da concordare: Cena fine corso e consegna diplomi

 

Dettagli e costi: Il costo del corso è di 130€ comprensivi di: assicurazione SSI, manuali, iscrizione al GSL, noleggio materiale, trasporti, varie ed eventuali.

 

 

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Se è vero che i grandi esploratori devono anche essere dei grandi sognatori, bèh, questa domenica il gruppo ha dato voce e continuità ai propri sogni. Lo scavo della “CENTO LIRE” prosegue ormai da molti anni, ma raramente con una partecipazione così. Infatti in questa giornata dedicata allo sporcarsi hanno partecipato 15 membri del sodalizio. Principale motivo di questa monumentale affluenza è stato, ahimè, probabilmente l’organizzazione di un abbondante banchetto con pasta al pesto, luccaniche, pane, ecc. Le prime macchine si sono mosse da Lavis in direzione Fai della Paganella verso le nove di mattina, macchine cariche di ogni utensile e beni utili ai fini di cucinare e scavare. Anche gli speleo nelle auto erano pieni, ma solo di una abbondante colazione del Pastina. Durante tutto l’arco del “mini campo”, quindi dalle 9.30 alle 18.00, esclusa una piccola pausa pranzo, tre squadre si sono turnate nel “GRANDE ABISSO” che ora misura circa 20 metri di profondità. I secchi si alzavano pieni e scendevano vuoti, passando da mano in mano con l’aiuto di corde e carrucole, la fatica e lo sforzo venivano messi in secondo piano davanti alla smania di esplorazione. Anche la smania di esplorazione veniva messa, in rari e brevissimi istanti, in secondo piano. Poiché nei secchi che scendevano, di tanto in tanto, compariva una bottiglia di vino che qualche buon cristo aveva messo lì per allietare i propri compagni di scavo. Per facilitare l’uscita dei secchi sul pozzo all’esterno, è stata costruita una struttura a capanna con l’aiuto di due pali e un albero legati assieme sulla cima, in modo da riprodurre in qualche modo un palo pescante. Qui Boris ha dato prova della sua inventiva costruendo un paranco con oggetti di recupero, in modo da semplificare ulteriormente il sollevamento dei secchi. Dal fondo della grotta lo scenario è quello di un pozzo molto lavorato dall’acqua che tende decisamente ad allargarsi. In questo momento il tappo di terra misura più o mento due metri di lunghezza e uno di larghezza.

Questa domenica in gennaio se ne sta lentamente per finire, ma la voglia di continuare a scendere nella “CENTO LIRE” non finirà, quindi salutiamola con l’augurio di rivedersi presto, per scoprire, centimetro dopo centimetro, questa nuova e vecchissima grotta.

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Anche quest’anno è sembrato un mese. Il tempo è trascorso anche per noi del Gruppo Speleologico Sat Lavis che siamo abituati a stare lì, dove il tempo si è fermato. Non possiamo certo vantare un’attività ricca ed eccezionale come l’anno passato, ma, tra impegni personali e weekend occupati, il gruppo si è comunque mosso nella stessa direzione...il basso. Infatti, possiamo contare numerose uscite esplorative, sia in ambiente ipogeo, sia all’esterno, con calate in parete e perlustrazioni nel tentativo ti trovare un nuovo ingresso di qualche grotta ancora tenutaci nascosta da madre natura. Si contano quindi, tra uscite esplorative e turistiche, 52 date dedicate all’attività speleologica.

Quest’anno si potrebbe definire l’anno delle uscite “fuori nazione”. In primavera assieme ad amici di vari gruppi, anche extraregionali, abbiamo visitato alcune grotte nel triestino, sconfinando anche in Slovenia.

Su suggerimento del cassiere si è deciso di dedicare la consueta uscita annuale del gruppo, all’esplorazione. Inseguendo, tra miti, racconti e leggende la speranza di trovare nuove cavità in Bosnia. In quei posti segnati da colline, doline e pascoli, facciamo la conoscenza di pastori e abitanti del posto cosi, a colpi di slivovitz, riusciamo a farci indicare due ingressi nel mezzo di un prato. Il primo, che scendeva per una trentina di metri, fungeva molte volte, come ci venne detto, da riparo per i pastori durante le intemperie; il secondo si apriva su un immenso salone utilizzato, purtroppo, come discarica. Muovendoci tra i rifiuti ed esplorando il possibile, ci accorgiamo durante la fase di uscita, con nostro estremo terrore, che tra i sassi e i rifiuti, sparsi qua e là, eravamo circondati da ordigni esplosivi come: mine anticarro, granate, ecc...Arrivati fuori, con prudenza e tirando un sospiro di sollievo decidiamo di chiamare quella cavità “grotta armata”, con la promessa di non tornarci più.

Grazie al grande amico del gruppo Andrea Gobetti veniamo invitati per un campo esplorativo in Albania. All’invito partecipano quattro dei nostri e, per quasi dieci giorni, abbiamo esplorato un massiccio carsico a circa 150 km a Nord di Tirana. Lì, noi quattro assieme ad Andrea e altri tre simpaticissimi toscani sfidiamo l’ignoto di questa montagna, il Mali Dejes, ospitati in una casa in un piccolissimo paese chiamato Macukull. Qui il padrone di casa ci dà da dormire, mangiare e lavarci ad un prezzo quasi simbolico. Così, tra camminate interminabili, trasporti di grossi zaini, anche con l’aiuto di un mulo, abbiamo trascorso il nostro tempo lì, esplorando e trovando cose molto interessanti, facendoci venire la gola di un ritorno futuro.

Anche quest’anno, come tutti gli anni il gruppo si è dedicato alla consueta festa annuale del GSL. In questo periodo durato tre giorni, dal 14 al 16 luglio a Malga Fai in Paganella, il gruppo ha saputo trovare il tempo sia per il gozzoviglio, sia per l’attività esplorativa. Infatti nella giornata del sabato ci si divide in tre squadre, ognuna con l’obiettivo di svelare i segreti oscuri della Paganella. La domenica, consueto pranzo sociale all’aperto, con una grande tavolata imbandita per 50 persone.

Il gruppo si è impegnato, come tutti gli anni, in collaborazioni esterne come, la colorazione delle acque della grotta freezer ai fini di comprendere lo scorrimento delle acque sotterranee. Attività finanziata dalla commissione Sat e resa possibile da membri di diversi gruppi. Non sono mancate neppure le collaborazioni con le Sat di Lavis, Vezzano, Trento e Mattarello per accompagnamenti ed eventi vari. Per queste sezioni della Sat e per il comune il gruppo, gestendo la sede, ha reso possibili eventi e rinfreschi al suo interno. Eventi, come, le due serate sulla topografia e rilievo da parte del direttore del servizio geologico della provincia, Mauro Zambotto. Il prossimo anno collaboreremo anche con il museo civico di Rovereto, la fondazione Caritro e la Sat con il progetto “CAVO, CAVA...CAVES”, una serie di eventi e uscite in grotta con l'allestimento di una mostra itinerante. Eventi finalizzati a sensibilizzare e conoscere il mondo ipogeo. Possiamo vantare anche una lezione data da un nostro membro sull’ambiente ipogeo all’istituto Martino Martini, con il successivo accompagnamento di questi studenti e, in altre occasioni, anche di gruppi scout. Il gruppo ha anche organizzato una serata che aveva come tema centrale i bacini idrici carsici, presieduta dal segretario del gruppo. Anche la nostra mostra fotografica, su Emilio Frisia, ha avuto modo si essere utilizzata in più occasioni, come l’esposizione nella sede della Sat Centrale a Trento. Con fierezza sottolineiamo l’impegno dato da alcuni del nostro gruppo nel collaborare con il comune nella costruzione di tavole e panche nel comune marchigiano, terremotato, Montemonaco. Un grande onore è stata l’intervista fatta ad alcuni membri del gruppo da parte di Stefano Voltolini, giornalista de “il corriere del trentino” che, incuriosito dal nostro mondo e con gli spunti presi pubblica un articolo, con tanto di foto, diffondendo così la nostra idea di speleologia.

Finalmente quest’anno il gruppo ha visto aumentare il numero dei suoi istruttori di tecnica. Questo grazie all’organizzazione del 12° esame per AI IT della Società Speleologica Italiana da parte del GSL. Questo grande evento, non solo ha portato lustro al gruppo, ma anche grandi soddisfazioni, in quanto su quasi 50 partecipanti provenienti da tutta Italia, ben dieci persone sono membri del nostro gruppo. Questo ci permetterà, dopo la fine di un primo corso, la fondazione della prima scuola regionale SSI. Infine, ma non per importanza, il gruppo può contare molti membri appartenenti al Soccorso Speleologico. Due dei quali sono stati premiati durante l'evento per il 40° anniversario del soccorso per il loro contributo. Il nostro cassiere ricopre il ruolo di capostazione. Ricordiamo che un membro del nostro gruppo è presidente della commissione speleologica della Sat Centrale.

 

Concludendo, fieri del nostro operato, smaniosi di nuovi oscuri orizzonti, umilmente torniamo nei nostri fangosi cunicoli e, con il fango alla gola, proseguiamo a testa alta.

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Fai della Paganella – 13/15 ottobre 2017

Gruppo Speleologico Sat SSI di Lavis

 

Ora, tirare le somme, è davvero facile ed entusiasmante!

Dico così perché è quasi passata una settimana dal termine dell’esame per la qualifica di Aiuto Istruttore e Istruttore di Tecnica della scuola dell’SSI (Società Speleologica Italiana).

Possiamo dire con grande piacere che è stato un onore per il Gruppo Speleologico Sat Ssi di Lavis organizzare questo evento, che ha portato ben cinquanta speleologi di tutta la penisola ad incontrarsi proprio qui in Trentino.

Questa è una data importante, essendo la prima volta che viene organizzato un esame nazionale dell’SSI in Trentino.

Ricordo che noi (GSL) siamo un gruppo tecnico della Sat sezione di Lavis e siamo anche iscritti come gruppo alla Società Speleologica Italiana.

Ma tornando a noi, cerchiamo di immaginare cosa possa aver lasciato questo esame alle persone che c’erano…

Sicuramente a fare la sua parte e gran bella figura c’era la struttura che il comune di Zambana ci ha noleggiato per il week end! Bellissima, appena ristrutturata, ben attrezzata e con quella bell’accoglienza che ti da l’arredamento in larice rossiccio.

Dopodiché, anche l’ambiente ha fatto la sua parte: le grotte usate per l’esame sono state la Grotta di Collalto in Dolomiti di Brenta, l’Abisso di Lamar e la Cesare Battisti in Paganella.

Queste sono state terreno d’esame per gli aspiranti istruttori, che si sono cimentati nell’armo delle stesse grotte.

Gli aspiranti aiuto istruttori invece hanno avuto come scenario la storica falesia di Zambana Vecchia; loro sono stati verificati su diversi argomenti, tra cui: l’accompagnamento di un allievo in corda, l’armo di una linea di progressione con corda statica, nodi

utilizzati in ambiente e un paio di quesiti sull’attrezzatura da grotta e la vestizione di un allievo. La sera del sabato, c’è stata la prova più bella: polenta e gulasch, con annessi affettati e insalata. Il giusto premio dopo un sabato impegnativo.

 

La domenica per gli aspiranti aiuto istruttori c’è stato un esame scritto con circa novanta domande, i quali argomenti spaziavano dalla geologia, alla biospeleologia, all’armo in grotta, al soccorso e non ultimo il regolamento e lo statuto SSI.

Gli aspiranti istruttori invece hanno passato parte della mattinata in parete cimentandosi nel recupero di un infortunato su corda fissa e nel recupero con metodo paranco.

Infine, tornati alla colonia, dovevano esporre un argomento a scelta che riguardasse il mondo ipogeo. Qualche domanda tecnica dopo l’esposizione per terminare l’orale.

Finalmente il pranzo finale, tutti quanti insieme, belli rilassati!

Purtroppo e per fortuna, nel primo pomeriggio della domenica concludiamo il tutto con una consueta foto di gruppo al sole, con la maglietta dell’evento.

Un saluto a chi abita lontano e se ne va, e si cominciano le pulizie della colonia.

E’ davvero soddisfacente pulire i pavimenti, la cucina, le tavole e le camere, che sono state sporcate a causa di un intenso week end di speleologia; a me ha portato tanta felicità ed orgoglio per il nostro Gruppo.

 

In conclusione voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e aiutato per la buona riuscita di questo evento; grazie a tutto il Gruppo Speleo Lavis!!!

 

 

 

Hanno Partecipato:

Esaminati IT: Cortelli Roberto (GSB-USB), Ravanelli Michele (GSL), Lona Andrea (GSL), Potenti Marco (BS. Dalogli), Lando Anita (GG), Farri Michele (GAL), Benazzato Alessandro (GS, Vicenza), Pozza Valeriano, Battagini Tarcisio (USV).

 

Esaminati AI: Dalla Dea Elena (GSB-USB), Marchiori Manuel (GSL), Mascarella Esteban Francisco (GSL), Maistrelli Barbara (GSL), Pavlovic Aleksandar (GSL), Prisco Jacopo (USV), Anselmi Roberto, Fenu Paolo (GSL), Milani Luca Giuseppe (USV), Bergonzini Stefano, Zorzi Marco (GAM).

Esaminatori: Nanetti Paolo (GSB-USB), Chignola Roberto (USV), Frigo Marco (USV), De Simone Alan (GAL), Valentini Filippo, Flavio Ghiro, Corso Jessica (GAL), Mosconi Alessandro, Visonà Giampaolo (GSP), Donini Gianni (GSL), Rebellato Remigio (GGG), Federti Damiano (GAL), Annichini Giorgio GAM), Zamperoni Enrico (GGG), Arsie Maurizio

Logistici (GSL): Giorgio Dallabetta, Enzo Cic Marcon, Giorgio Betti, Paolo Jokele Marcon, Beatrice Corsi (GAL)

 

 

Carlo Mattedi – Presidente Gruppo Speleo Lavis

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Ecco la new avventura del GSL, che non è mai solo! Infatti l'articolo è di un amico speleologo amico delle grotte e dei gruppi speleo e quindi anche nostro amico!!! Qui raccontiamo la gita esplorativa fatto nel week end dei primi di giugno in terre balcanica, per la precisione in Bosnia.

Buona lettura...

È molto difficile ritornare alla dura realtà quotidiana dopo un weekend come quello appena trascorso. In questo momento il mio culo è su una sedia in ufficio ma la mia testa è ancora là, in mezzo a quelle colline, a quelle rocce, a quei boschi e a quei pascoli pieni di doline. Quei 3 giorni sono stati qualcosa di più di una semplice scampagnata durante un ponte festivo. Quello che la speleologia ci permette di vivere è qualcosa di incredibile: ricognizioni improvvisate nelle lande desolate dell’entroterra bosniaco alla ricerca delle più frammentate indicazioni che potessero guidarci verso il nostro obiettivo, battute nei verdi pascoli alla ricerca di introvabili inghiottitoi, il brivido e la soddisfazione di mettere piede in luoghi in cui dall’inizio dei tempi nessun uomo è mai stato. Tutto questo non ha assolutamente prezzo. Ma la speleologia non è solo questo. La speleologia crea legami, dettati dall’imprescindibile senso di squadra sul quale essa stessa si fonda. Tali legami vanno al di là della semplice collaborazione per un fine comune, sono il frutto della condivisione di passione, di valori e amicizia. Legami che ti portano in casa di gente sconosciuta in grado di farti sentire in famiglia (gente che ti “spacca la faccia” di Sljivovica perché la sua ospitalità è così grande che per noi italiani è quasi difficile da comprendere), legami in grado di portarti a centinaia di kilometri lontano da casa in una terra sconosciuta insieme a persone delle quali impari a fidarti ciecamente, con le quali condividere ogni momento: un viaggio in macchina con code interminabili, una cena a base di carnazza onta, una partita di basket scalzi sul cemento, una jam session seduti in un cortile, una camminata in un bosco, una discesa in una grotta inesplorata. Inutile dire che queste esperienze durano sempre troppo poco, tuttavia sono di vitale importanza per non dimenticare mai che, nonostante i ritmi frenetici che la società e la routine ci impongono, non siamo automi ma animali spinti da una forza che ci rende capaci di vivere esperienze straordinarie: la curiosità. 

 

Ringrazio tutti di cuore per questa indimenticabile esperienza e spero vivamente di avere ancora occasione in futuro di tornare in quei posti per proseguire quello che abbiamo iniziato e, come dice il vostro Presidente, SEMPRE A CIODO!

Filippo - Gruppo Speleologico Alti Lessini

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Salve, selvia, salvia e rosmarino a tutti!

Come sempre le relazione del GSL arrivano in ritardo, non perché siamo quattro gamberi col guscio di lumaca sulla schiena, questa è tutta una tecnica per rendervi ansiosi e creare SUSPANCE nei vostri cuori, in attesa di un nuovo articolo, relazione o racconto che sia, che vi intrattenga quei cinque minuti della vostra già bella giornata, sperando che vi faccia spuntare almeno un sorriso di piacere...

Ma veniamo al dunque...

Dunque....si....

Ah giusto! Il Carso Triestino.

Così insomma, a inizio aprile Filippo e Lucia, due amici speleo del GSM, ci contattano, dicendo che vorrebbero fare un week end lungo per Pasqua, dando la possibilità alle nostre tute e attrezzature, di essere ricoperte anche di fango fuori regione, per vedere e conoscere la vera essenza del divertimento da bambini adulti. Chi meglio degli speleologi può vantare un così cospicuo curriculum di variopinte tipologie di argilla, fango e palta nella quale si è rotolato???

Così, grazie alla super organizzazione dei Veneti, non dobbiamo far altro che preparaci uno zaino e caricare di cibo e acqua santa la macchina e partire.

Partenza per le 18.00 di venerdì 14 aprile. Dopo un viaggio di tre ore e mezza, una pausa al supermercato ALIPER a prendere forza, arriviamo all'ostello Alpe Adria nel, pieno di prospettiva paesino che si chiama "Prosecco".

Si mangia pizza, panini, formaggio e tanto altro, accompagnati dalla Vinazza. Pian piano la stanza si popola, e alle 23.30 circa che andiamo in branda, siamo in 16 da tutto il triveneto.

Così alle 7.00 suona la sveglia e alle 7.30 circa ci dirigiamo in stile zombie a un super bar del quale non ricordo il nome, ma serve ben a poco quando vi dico che aveva delle brioches così cariche di crema, che esplodeva letteralmente e fisicamente fuori dal contenitore di soffice impasto!!!!

Raggiunti da Giusto, la nostra guida Triestina, terminiamo i convenevoli culinari e andiamo verso l'Abisso Skilan!

Così ci cambiamo sotto una leggendaria e simpatica pioggerellina. Il top è bagnarsi, prima di entrare in una grotta calda, piuttosto umida da farti sudare a respirare. Un po di stagnola e sul fondo avremmo avuto speleologi lessi, ma contenti.

Si scende attrezzando due progressioni separate sul pozzone da 130 metri, una per limarsi ginocchia e gomiti e l'atra bella tecnica, con pendoli degni di spostamenti da funamboli specializzati.

Sul fondo del pozzo ci dividiamo, mentre metà del gruppo sta scendendo il pozzo, l'atra metà visita un ramo verso il fondo.

Quando questa fazione torna siamo tutti in fondo al pozzo. Io mi ero appisolato in una pace buia e interiore, tanto che stavo per addormentarmi.

Qui decidiamo di andare a visitare l'altro ramo, mentre alcuni risalgono viste le possibili attese essendo in 18 in grotta.

Il bellissimo e caldo gallerione che si sviluppa a lato del pozzo ci fa venir fame, così dopo un paio di ore ci giriamo e usciamo disarmando.

Questi veneti che ci invitano ma poi ci fanno lavorare attrezzando e disattrezzando il pozzone, senza nemmeno regalarci un centinaio di moschettoni o na bozza de vin =) Sti sanitari eh! grande Lucia

Usciti la pioggia ci pulisce le tute, è molto gentile. Ci rechiamo a pulire l'attrezzatura, per chi intende farlo. Poi andiamo in ostello.

Dopo docce e spuntini ci dirigiamo subito oltre confine a ingozzarci di carne in perfetto stile "Est Italia".

Grande festa di Carne, Bracciole, Cevapcici e Salsicce! Non manca un po' di vino né!!!

Rotoliamo tornando all'ostello, concludendo con chitarra e chiacchere in compagnia!

La domenica, nuovamente in piedi! Non sembrava vero ma l'antico vaso era stato recuperato, cioè eravamo riusciti ad alzarci! Amaro Montenegro, sapore vero!

Anche qui, difficoltà organizzativa tra panini di gocciole e lucanica, grappa al cioccolato e alla camomilla!

Colazione, non al livello dei quella di ieri ma degna di un locale in stile sloveno! Dobra

Qui ci rechiamo nella grotta di Ternovizza. Un antico ospedale da campo durante la guerra. Sisi, altro momento in cui Lucia ci fa il solito pippone medico culturale! Noi vogliamo solo dormire un po' sotto il sole prime di recarci al buio!!! AHAHA! tanto sappiamo che non te la prendi!

Così entriamo mentre Matilde e Alan armano, carichi di uova di pasqua, pane e companatico!

Qui si gironzola molto a caso nella sala concrezionata; si risale verso vari rametti chiusi dalle concrezioni, rischiando di volare sopra le stalagmiti in discesa! tutto ben!

Dopo una super Jam Session con chiavi da 13 su roccia millenaria, ci dirigiamo verso l'epopeica foto di gruppo nel buio!

Ok, tanto di cappello ai fotografi, ma molto di più a chi attende la foto ben riuscita, con una paralisi alla bocca e al sedere, la faccia bruciata dalla Kikko Lamp di Filippo, sulla quale cuoceremo braciole vista la temperatura raggiunta =)

Usciti dal pertugio diamo vita a un banchetto di avanzi comunitari! Una festa di chitarra vino e patate avanzate!

Dopo esserci ingozzati per l'ennesima volta, torniamo all'ostello dove ci sono le oche assassine che fanno da guardie al prato! Dentro di corsa a lavarsi e riposare prima dell'ultima cena!

Ci rechiamo nel vento di Trieste la sera! Un disastro di pioggerellina sventata, ma problemi zero! Ci ripariamo in pizzeria birreria.

Ci ingolfiamo all'inverosimile, tanto che ci sono più foto di gente in abbiocco da digestione che altro!!!

Ci stiamo decimando pian piano, ora siamo in 11 mi pare!

Vi starete chiaramente chiedendo cosa abbiamo fatto nel vento di Trieste dopo un abbuffata così!?!?

Che domare. Chiaramente un super gelato!!!! Ben accompagnato da una Tournè di barzellette in perfetto stile veneto!!!

Purtoppo però la stanchezza la fa da padrona e anche gli ultimi 5 irriducibili si decidono a finire il loro convegno di barzellette in ostello!

Io mi chiudo nel sacco a pelo e non ho idea di che ora sia, ma sento gli altri che con chitarra e altro intrattengono le Guardi Oche! Le usavano anche i romani come antifurto! Geniale!

Io posso ora passare all'ultima mattina, in cui, io, Giova, Manuel, Bea, Lucia, Skizzo e Filippo facciamo l'ultima colazione nel bar con tanta crema dentro e fuori le brioches!! Dovremmo partire alle 9.00 alla volta del Trentino, ma la ottima compagnia ci obbliga a partire alle 10.30 della mattina del lunedì di Pasquetta!!! 

Ma va benissimo!

Ora speriamo di rivederci presto, chiaramente al buio, perché certe facce al sole non si possono vedere!

Ciao a tutti!

In profundo LUX!

 

Carletto

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Domenica 05/02/2017

Tutto nasce da una proposta di Manuel (collega aspirante soccorritore): "Andiamo a farci un giretto a Collalto?" e finalmente alla terza uscita mi sono deciso a portare la macchina fotografica con me, con l'arduo compito di rendere giustizia alla maestosità dei saloni della grotta.


Data una prefazione del genere mi aspettavo fosse una gita bilaterale tra il gruppo speleologico di Villazzano e quello di Lavis.
Quello che non mi aspettavo è stata invece una partecipazione di così larga portata, con ben 9 speleologi provenienti da ogni parte della regione; fuori dalla grotta inoltre erano presenti numerosi membri di GST, GSL, GGR, GSM e Fledermaus. 


E quindi poco dopo le ore 10.00 ci accingiamo ad entrare in grotta: una guida d'eccezione ha accompagnato la nostra escursione, il famosissimo speleologo Gianni che, tra un "qualcuno vuole un ristorante?" e l'altro, dispensava importanti nozioni e aneddoti.
Tra gli altri partecipanti a questa uscita, oltre i sopracitati, sono da segnalare: Federico (lo si riconosce per il perfetto posizionamento di attrezzatura e moschettoni sull'imbrago), Manuel (direttamente da Bolzano, si infila in ogni strettoia disponibile), Clara e Sara (Clara è quella con il casco chiaro Sara è l'altra... ehm o era il contrario?), la misteriosa Angela meglio conosciuta come Mauro. Ed infine Sebastiano uno dei molti amanti della "buca delle lettere".

La grotta di Collalto si trova all'inizio della Val d'Ambiez, poco sopra l'abitato di San Lorenzo in Banale.
Il passaggio è dapprima abbastanza largo e arioso ma, superato il primo pozzo, si infila all'interno di una stretta frana; da qui in poi strettoie e spazi angusti saranno i nostri unici compagni di viaggio (ma dopotutto siamo in una grotta, cos'altro ci si poteva aspettare?).

Superato il famoso passaggio "buca delle lettere" così chiamato per via della stretta fessura in cui si è costretti a passare si continua a scendere, fino ad arrivare alla "sala del vortice" un'enorme marmitta dalla quale proseguiamo attraverso un susseguirsi di condotte, strettoie, punti labirintici e saltini. Poi improvvisamente tutto attorno si fa più buio e siamo costretti ad aumentare le luci delle nostre lampade: siamo arrivati al primo maestoso salone dove l'eco delle nostre voci rimbomba, dandoci così il benvenuto.

Questo è il premio della grotta di Collalto: tre enormi saloni, l'uno più grande dell'altro che attendono noi speleologi. 
Incredibile pensare che ci troviamo sottoterra; incredibile pensare che la forza dell'acqua, goccia dopo goccia possa creare ambienti così vasti.

Ma meglio abbandonare il racconto per lasciare spazio alle fotografie...

Un ringraziamento a tutti coloro che si sono offerti di aiutarmi con l'illuminazione di questi ambienti così vasti.

Andrea Lona

Gruppo Speleologico di Lavis

Con più di quarant'anni di attività alle spalle, il gruppo speleologico di Lavis continua a guardare avanti. Su questa piattaforma qualche assaggio delle uscite e appuntamenti organizzati.